Attività motoria e riabilitazione in un paziente stomizzato
A cura di Giuseppa Lucia Di Bella, stomaterapista Ospedale San Giovanni di Dio e San Isidoro di Giarre (Catania)
Con il confezionamento di una stomia la persona subisce un’importante modifica del proprio schema corporeo, che rende necessario un percorso assistenziale riabilitativo in grado di dare risposte appropriate e di qualità, per il ripristino del tono muscolare addominale e per la ripresa dell’attività motoria. Le modifiche dello schema corporeo e della funzione di eliminazione correlate alla presenza della stomia costituiscono un cambiamento che non coinvolge solo il corpo, ma la persona nella sua completa integrità, includendone aspetti biologici, cognitivi, emozionali, relazionali e spirituali. Sentimenti di ansia, vergogna, rabbia, collera, apatia, abbandono, negazione, isolamento, depressione… a volte accompagnano il percorso riabilitativo, complicandolo.
Pertanto, garantire il costante monitoraggio delle condizioni cliniche dell’assistito, implementare un piano di educazione terapeutica e di riabilitazione motoria personalizzata per il soggetto è di particolare importanza al fine di massimizzare i livelli di indipendenza. Nell’immediato postoperatorio lo stoma viene di solito vissuto dal paziente come un corpo estraneo, una ferita rimasta aperta. Studi mostrano come il distress psicologico sia elevato dopo il confezionamento di una stomia, a causa della compromissione sia dell’immagine corporea che dell’autostima, della ridotta mobilità fisica e della diminuzione della qualità della vita.
L'infermiere stomaterapista generalmente rappresenta il riferimento che favorisce l’accettazione di sé e della nuova condizione, per il trasferimento di tutte le conoscenze atte a migliorare la qualità di vita.
Percorso integrato di cura e riabilitazione della persona con stomia. Quotidianamente, come stomaterapista, più parlo con i pazienti e più mi rendo conto che la maggioranza ha paura e si sente insicura e preoccupata di riprendere le attività della vita quotidiana e fare attività fisica, quando al contrario ci sono molti vantaggi ad essere fisicamente attivi.
Nella mia esperienza aiutare le persone a tornare ad avere una vita attiva dopo l’intervento chirurgico rappresenta il primo passo di questo cammino. È necessario, quindi, consigliare alla persona stomizzata di prestare attenzione ai movimenti che compie per spostare o sollevare degli oggetti più o meno pesanti durante le attività di vita quotidiana poiché possono causare tensione a livello addominale. È importante mantenere una corretta postura in quanto il dolore e il senso di protezione porta il soggetto a curvarsi in avanti e ad accusare dolore alla zona lombare.
È raccomandato eseguire esercizi per il rinforzo del pavimento pelvico, sia prima (se possibile) che dopo l’intervento o prima della ricanalizzazione (laddove fosse previsto questo tipo di intervento). Avere un pavimento pelvico forte è essenziale per la postura, la continenza e il sostegno degli altri organi interni, come vescica, retto e utero. Gli esercizi devono essere svolti in modo consapevole: è importante sentire quali muscoli si stanno attivando, sentire la contrazione e il rilasciamento.
Prima di eseguirli, è necessaria una rieducazione alla piena consapevolezza e percezione della zona genitale, dei muscoli pelvici, del bacino. Le tecniche di respirazione possono aiutare a rilassarsi e favorire la guarigione. L’obiettivo è, quindi, quello di ricercare, identificare, definire, analizzare e verificare il valore aggiunto che l’attività riabilitativa può apportare nel migliorare la qualità di vita di una persona stomizzata con particolare attenzione nel rinforzo del “core”.
Il concetto di core, ed in particolare di “core stability” (stabilità del busto) è stato oggetto di attenzione di numerose ricerche scientifiche negli ultimi anni. I muscoli di questa regione sono responsabili del mantenimento della stabilità della colonna e della pelvi e aiutano a generare e a trasferire le forze dal tronco verso gli arti e viceversa durante numerose attività quotidiane o sportive. È chiaro, quindi, che la capacità di mantenere un’adeguata stabilità funzionale e un efficace controllo neuromuscolare nella regione lombo-pelvica ha un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel recupero dopo il confezionamento di una stomia, nel controllo della postura e nel miglioramento delle condizioni di vita quotidiana.
Il core rappresenta il complesso muscolare coxo-lombo-pelvico ed è la zona da cui dipende l’efficienza e l’efficacia statica e dinamica del corpo umano. Il core è: “l’anello da cui transitano tutte le strade del movimento”. Risultano fondamentali gli esercizi addominali nel recupero post confezionamento di una stomia perché permettono:
· recupero atrofia muscolare localizzata;
· controllo del peso corporeo;
· integrazione del presidio nello schema corporeo;
· prevenzione di complicanze funzionali della stomia;
· prevenzione delle ernie peristomali.
Evidenze scientifiche recenti dimostrano che un programma di esercizi, specifici per la parete addominale, riduce significativamente la comparsa di complicanze e, in particolare, mostrano la correlazione tra attività fisica e prevenzione del cancro del colon retto. Infatti, le persone fisicamente più attive hanno un 24% di rischio inferiore di sviluppare un cancro del colon rispetto a quelle meno attive[i]. Nei soggetti affetti dalla malattia di Crohn è consigliabile iniziare un piano di allenamento preparatorio al confezionamento della stomia da seguire anche, nella successiva fase riabilitativa nel post-operatorio.
È noto che tra gli effetti della malattia vi è la bassa densità ossea e la perdita di massa muscolare e poiché il movimento riduce lo stress, l’ansia, aumenta il buonumore grazie al rilascio di endorfine, aiuta a mantenere il normo peso, rafforza i muscoli e il sistema immunitario, agisce sulla densità ossea e sulla massa e funzionalità muscolare, questi benefici sono importantissimi per persone che convivono con una malattia cronica come la malattia di Crohn.
Conclusioni
La programmazione e l’attuazione di un piano di riabilitazione motoria personalizzato, dinamico e sequenziale permette di dare risposta ai bisogni del soggetto preso in carico dall’esordio della malattia fino alla conclusione del follow-up. Appare evidente che la rieducazione alla ripresa dell’attività fisica precoce già a partire dalla fase preoperatoria, è fondamentale per favorire una migliore risposta fisica da parte della persona stomizzata.
Già a partire dai giorni successivi all’intervento chirurgico la persona deve iniziare con semplici esercizi di rinforzo della muscolatura addominale accompagnati da esercizi della respirazione. Nelle settimane successive si passerà a eseguire esercizi che impegnano in maniera maggiore il core per prevenire l’insorgenza di complicanze come l’ernia peristomale. È raccomandata la valutazione e il follow-up al fine di ridurre eventuali eventi critici e complicanze. In generale, la letteratura scientifica e diversi studi evidenziano fortemente il bisogno di un regolare follow-up nel post-operatorio per un minimo di 12 mesi per garantire la compliance del soggetto stomizzato fino alla sua ripresa completa.
AP-73275-ITA-ITA
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